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CEBIT
Città smart e ricerca visuale,ecco l’Italia che innova al CeBit
March 13, 2014

Dall’occhio smart a Tnotice, al CeBIT ecco Roma (e l’Italia) che innova

cebitsito

Ad Hannover fino al 14 marzo la fiera mondiale dell’Ict. Su 300 startup provenienti da tutta Europa, 60 sono tricolore. La Capitale punta su illuminazione intelligente, la raccomandata del futuro e sull’analisi del movimento

Sistemi per città e case smart, motori di ricerca semantici e visuali, piattaforme per costruire app un pezzo alla volta, per migliorare il proprio inglese o per rafforzare la comunicazione medico-paziente. Ma anche l’occhio intelligente che illumina la strada di Smart-I, la raccomandata elettronica di Tnotice e Captiks, sistema che identifica i movimenti fisici. C’è tanta Italia tra le 300 startup presenti al CeBIT, la fiera mondiale dedicata all’industria delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict) in corso ad Hannover fino a venerdì 14 marzo. E tra i 60 i progetti innovativi in evidenza in Germania, nell’area ICE – Italian Trade Agency – Padiglione Italiano Halle 9 – Stand A24, non mancano quelli che arrivano direttamente da Roma. Eccone alcuni.

Presente al CeBIT anche Tnotice che dal 6 marzo è diventata operatore postale europeo per la raccomandata elettronica che si manda come una mail, che va oltre la Pec e che da questo fine mese ogni cittadino europeo potrà utilizzare. Dietro c’è l’impegno di Claudio Anastasio, 43 anni, romano residente ad Anzio. Tnotice è costato oltre 15 mila ore di lavoro, ha prodotto oltre 5 mila pagine di specifiche tecniche raccolte in 12 volumi e ha ottenuto 6 brevetti e 2 segreti industriali. Come è nata l’idea di Tnotice, perché è stata stata selezionata tra le 175 eccellenze italiane dall’Agenzia per l’Innovazione della Presidenza del Consiglio e come funziona c’è l’ha raccontato Claudio proprio QUI.

Dalla raccomandata elettronica all’occhio intelligente della startup romana Smart-I che propone Smart-Eye una rete dei sensori ottici che vengono installati sui lampioni della luce per regolarne la luminosità in base alla scena urbana. A differenza di altri prodotti simili, questi sensori non solo fanno spegnere o riaccendere la luce, ma

PERMETTONO DI REGOLARNE

L’INTENSITÀ IN FUNZIONE DELLE

CONCRETE ESIGENZE DI TRAFFICO,

ALLE CONDIZIONI METEO,

O AD EVENTI PARTICOLARI.

Secondo gli studi fatti da Smart-I, l’applicazione di questi sensori consentirebbe la riduzione dei consumi energetici per l’illuminazione urbana fino al 49%.
Smart-I con Smart-Eye ha vinto Enel Lab 2012, ha Enel come partner, ed un sistema già attivo a L’Aquila, al Tecnopolo Tiburtino e a Bracciano. Smart-I è nata il nel 2012 da due ingegneri con elevata esperienza nel campo dei sistemi intelligenti e dell’intelligenza artificiale, per portare un beneficio diretto alla collettività fornendo un contributo concreto alla nascita delle città intelligenti, Smart Cities.

Si occupa invece di tecnologie di riconoscimento gestuale Captiks, startup romana nata in seno all’Università di Tor Vergata, che ha portato al CeBIT il suo sistema innovativo per la misura e l’analisi del movimento. Con sensori indossabili, questi sistemi misurano in tempo reale la cinematica. Il sistema trova impiego in applicazioni mediche, fisioterapiche, sportive, per l’analisi posturale, per la teleassistenza, l’ergonomia, il motion capture, creazione di contenuti 3D, l’automotive ed altre applicazioni industriali.

DALLE ALTRE REGIONI Riconoscimento semantico e visuale sono altre due frontiere nella gestione dei Big Data. La bolognese Nemoris ha prodotto un programma per la selezione di curricula in grado di effettuare ricerche avanzate anche nel contesto. Specializzata nei motori di ricerca visuali, la pisana Visual Engines, spin off del CNR, ha sviluppato tecnologie per il riconoscimento di contenuti nelle immagini su grandi archivi come quelli di un di un museo, di un giornale, di un’agenzia stampa o anche privati.
Pizero Design, da Lucca, ha presentato la sua app semplice, che aiuta le aziende a creare app mobili su misura, mentre Rooshu sta sperimentando un sito web, al momento in due scuole pugliesi, per migliorare la comprensione dell’inglese.
La toscana Effective Knowledge propone una piattaforma collaborativa per aziende per la distribuzione di contenuti da usare in ambito di formazione interna, mentre dalla Biocare di Pisa, spin off della Scuola Superiore Sant’Anna, arriva Dr Drin, piattaforma web e mobile che informa e aggiorna il paziente sulla somministrazione dei farmaci (il database è curato da Farmadati Italia).
Ci sono anche le soluzioni messe a punto da Alleantia per ottimizzare i processi aziendali o la piattaforma messa a punto da Paraimpu, startup sarda, che consente di controllare con un tweet l’illuminazione al T-Hotel di Cagliari.
Al CeBIT è presente infine anche la Puglia con uno stand per presentare ben 11 imprese locali. Fra queste Armadillo Lab, startup madre di un sistema di domotica su misura per gestire tramite smartphone la casa intelligente. Un sistema che punta ad andare sul mercato in estate dopo una campagna di crowdfunding.

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<p>ROMA.STARTUPITALIA.EU</p>
<p>a cura di Elisabetta Bevilacqua

Fonte

ROMA.STARTUPITALIA.EU

a cura di Elisabetta Bevilacqua

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