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Come fare luce in città

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Il progetto Smart-Interaction ed Enel

Hanno imparato a illuminare le città in maniera intelligente, riducendo costi e sprechi. Come? Attraverso a sensori ottici che vengono installati sui lampioni della luce per regolarne la luminosità in base alla scena urbana.

Gabriele Randelli e Mauro Di Giamberardino (nella foto) hanno fondato Smart–Interaction nel 2012 con38-sviluppo-kCVC-U430404061354818nE-180x140@Corriere-Web-Sezioni l’idea di applicare le stesse tecnologie dei droni, campo in cui entrambi lavoravano, in ambiente smart cities. Quale azienda, se non Enel, si sarebbe potuta accorgere di loro? «Nel novembre 2012 è partito il programma di incubazione Enel Lab. Abbiamo partecipato e, dopo una lunga serie di controlli e procedure, — racconta Randelli — siamo stati scelti tra i sette vincitori». Per il primo anno la start-up romana ha ricevuto un investimento di 250 mila euro e un periodo di incubazione, di consolidamento dell’idea di business e di contatti commerciali. Nel 2014 il colosso dell’energia ha confermato il suo interesse in Smart-Interaction con un secondo round di 400 mila euro: «Enel è diventato il terzo socio con il 30 per cento di quote, — prosegue il fondatore — ma restiamo un’azienda autonoma. Noi abbiamo le competenze, Enel ci offre strumenti e impianti per sperimentare e validare i nostri prodotti».

Non solo: Enel garantisce a Smart-Interaction prezzi più bassi da parte dei fornitori, che permettono di abbattere i costi ed essere più competitivi sul mercato. E supporto nelle attività commerciali e di business: «Senza l’appoggio di Enel, almeno nelle prime fasi, non avremmo cercato clienti fuori dal Lazio. Oggi i nostri sensori sono installati a Roma, L’Aquila, Piacenza, Bracciano e Cesano di Roma e stiamo per partire con un progetto in Spagna».

Tecnologia Smart Eye

La tecnologia brevettata dai due giovani, Smart Eye, consente di capire cosa succede in un determinato ambiente urbano. Se in una zona il traffico è in continuo aumento per alcuni mesi, per esempio, «l’occhio intelligente» permette di predire statisticamente se e quanto continuerà ad aumentare nel futuro e decidere qual è il livello minimo per illuminare quel luogo. «A differenza di altri prodotti simili, — raccontano i due soci — questi sensori non solo fanno spegnere o riaccendere la luce,

MA PERMETTONO

DI REGOLARNE L’INTENSITÀ

IN FUNZIONE DELLE CONCRETE

ESIGENZE DI TRAFFICO.

Consentendo una riduzione dei consumi energetici per l’illuminazione urbana fino al 49%». Non solo, le telecamere poste sui lampioni possono offrire anche la video sorveglianza e il monitoraggio del traffico, dei parcheggi e degli incidenti sfruttando software installati on board controllabili da remoto.

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<p>CORRIERE.IT</p>
<p>a cura di Giulia Cimpanelli

Fonte

CORRIERE.IT

a cura di Giulia Cimpanelli

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